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Nel 1925, in Nebraska negli Stati Uniti, il piccolo nero Malcolm Little, figlio di un pastore protestante, è segnato, fin dal suo primo esistere nella fattoria paterna, dagli antagonismi e dalle violenze presenti nella cittadina di Omaha, dove il padre viene assassinato dagli appartenenti al Ku Klux Klan, che ne incendiano la fattoria. Rimangono in miseria i figlioletti, e la vedova sconvolta finisce in manicomio. Malcolm trascorre l'infanzia in affidamento da una famiglia all'altra. Intelligente e volitivo, viene tuttavia costantemente ammonito a "non mirare troppo in alto", anche dal maestro di scuola, quando ad undici anni il ragazzino esprime il desiderio di diventare avvocato. In tal modo la miseria, i traumi e le frustrazioni accumulate lo rendono facile preda di sfruttatori senza scrupoli, che non esitano ad avviarlo alla criminalità nella stessa New York. Qui Malcolm - che viene chiamato "il Rosso" per la sua capigliatura fulva, oltre che lanosa, che pur vorrebbe modificare per essere meno esposto alle beffe e ai soprusi dei bianchi - s'impone per il suo primato in furti, spaccio di droga e coordinamento della prostituzione, finché finisce in prigione a Charlestown, dove subisce per quasi sette anni le più aspre esperienze delle propria nuova condizione di detenuto-negro. Risultati inutili e controproducenti i tentativi di un prete cattolico di ammansirlo e redimerlo, Malcolm è invece affascinato da un convinto e pacato predicatore dell'Islam, che lo convince a superare i vizi, che gli fa credere prerogativa dei bianchi e autentici "veleni" per un fedele islamico: sigarette, alcool, donne, carne suina. Soprattutto lo persuade a leggere, studiare, impadronirsi della cultura che gli consentirà di tener fronte agli spregevoli bianchi. Malcolm esce dai crudi anni di carcere trasformato. Quando incontra Elijah Muhammad, leader spirituale dell'organizzazione chiamata NOI, Nazione Islamica, ne è attratto irresistibilmente, finendo per considerarlo un essere superiore, da venerare e ubbidire in tutto. Malcolm, dopo aver sposato Betty Shabbazz, un'insegnante nera intelligente e fedele, mette su famiglia, si impegna nel sociale senza risparmio di forze, imponendosi nel NOI fino a superare la popolarità della sua guida spirituale e a suscitarne la gelosia. Successivamente si reca alla Mecca, alla ricerca delle radici più genuine dell'Islam, riuscendo a superare le proprie riserve razziali nei confronti dei bianchi. Ritenuto pericoloso, viene pedinato, fatto segno di sempre più feroci avvertimenti e intimidazioni, finché muore assassinato nel 1965, a trentanove anni.
Nel 1854 l'aristocratico inglese John Hanning Speke incontra a Zanzibar, dove si è recato per una partita di caccia, il celebre esploratore e geografo Richard Francis Burton, dal passato avventuroso, autore di numerosi libri. Sfatare l'idea di "sogno proibito", allora largamente diffusa nei confronti dell'Africa, sembra esser il massimo intento della Reale Società Geografica, e scoprire le sorgenti del Nilo la sua meta ultima. Speke riesce ad affiancarsi al capitano Burton in una della spedizioni africane organizzate a tale scopo dalla Reale Società, e da elegante cacciatore si trasforma, poco a poco, grazie all'ammirazione per Burton, in coraggioso esploratore. La spedizione si conclude drammaticamente con il quasi totale annientamento della carovana in seguito all'aggressione di una feroce tribù del luogo. Burton e Speke, diventati amici, vengono ambedue feriti. Dopo breve ritorno in patria, i due ripartono per l'Africa, primi bianchi ad avventurarsi alla ricerca dei laghi, nei quali si supponeva fossero le sorgenti del Nilo. Burton e Speke si trovano ad affrontare pericoli, malattie, avventure incredibili, defezioni della scorta, tribù ostili, aggressioni di belve feroci. Fatti prigionieri di una tribù di selvaggi, ai quali Speke fa conoscere le armi da fuoco, Burton diviene inviso al primitivo capo tribù, per aver preso le difese di uno dei portatori, già schiavo del feroce tiranno, e finisce con scatenarne gli istinti più bestiali e sanguinari, mentre Speke riesce a fuggire e a rientrare in Inghilterra. Ritornato in Africa alla ricerca dell'amico, Speke organizza con lui una nuova spedizione, raggiungendo il lago Victoria, che, per pura intuizione e senza prove concrete, ritiene all'origine delle sorgenti del Nilo. Al ritorno in Inghilterra, manipolato emotivamente e professionalmente dall'ambizioso editore Laurence Oliphant, interessato ai propri ambigui successi editoriali, Speke si induce ad illustrare i risultati della spedizione agli studiosi della Reale Società Geografica, attribuendosi tutto il merito della scoperta, senza attendere l'arrivo dell'amico. Smentito da Burton, non riuscendo a superare lo smacco e più ancora il senso di colpa per aver tradito l'amico, Speke finisce suicida. In seguito la sua intuizione circa le sorgenti del Nilo risulterà rispondente a verità.
Nel XXIII secolo, dopo una guerra nucleare, nuovi gladiatori si esibiscono in incontri sanguinosi