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21 gennaio 2014

Novecento 1976 [Torrent]

In un paese della Bassa Emiliana nascono, agli albori del '900, Alfredo Berlinghieri e Olmo Dalcò: il primo, futuro erede dei beni terrieri di famiglia, nonostante i privilegi di casta si attacca al secondo, figlio di una contadina e di padre ignoto. L'amicizia dura, nonostante le vicende familiari e sociali di mezzo secolo traccino un solco sempre più profondo fra padroni e braccianti. Olmo si unisce alla maestrina Anita, fervente politicante rossa che muore generandogli una figlia; e fugge dal paese dopo gesti di opposizione alle squadracce fasciste che lo porterebbero certamente alla morte o all'ergastolo. Alfredo, dopo il suicidio del nonno e la morte del padre, diviene padrone; sposa Ada, dolce e stravagante, che lo abbandona quando s'avvede che il marito è inesorabilmente divenuto un classico padrone-tiranno. Ma la colpa maggiore del Berlinghieri è stata quella di non avere allontanato a tempo il fattore ingaggiato dal padre, certo Attila, fascista e cinico arrivista, tra l'altro amante di Regina, cugina di Alfredo. Nel '45, in coincidenza con la Liberazione, Olmo ritorna e guida i contadini nella rivolta contro la famiglia dell'amico: Attila viene ucciso; Regina rapata; Alfredo condannato simbolicamente a morte. Quando giungono i rappresentanti del C.N.L. i contadini consegnano le armi. Alfredo e Olmo invecchieranno bisticciando amichevolmente.

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11 gennaio 2012

Cemento armato [Megaupload]

Diego non è un bravo ragazzo. È il maschio Alpha del branco. Ha la ragazza più carina che è orgogliosa di stare con lui. A lui lei piace perché è una tosta e si fa rispettare. Quelli che lui chiama amici sono sedotti dalla sua personalità, ammaliati dai suoi modi decisi e spicci, affascinati dal suo coraggio e dalla sua incoscienza. Diego è cresciuto con un solo pensiero in testa: se sei buono sei fottuto. Come suo padre, che non ha avuto le palle ed è scappato. Diego crede che chi vive nel giusto è solo un illuso che finirà con il soccombere. La madre ancora ci spera perché sa che Diego è buono, gentile, generoso. Ma Diego non farà la fine di suo padre. Mai. E ogni giorno non perde occasione per dimostrare agli altri, ma soprattutto a se stesso, che lui è uno con le palle. Il Primario non è una brava persona. Nel giro lo chiamano così perché è stato portantino. Ma quella è una storia vecchia… morta e sepolta. Il Primario ha deciso che “il giro” deve diventare roba sua. E non guarda in faccia nessuno. Sa essere spietato da far paura. Solo così la gente lo rispetterà. Da Casal Bruciato a Pietralata, e giù seguendo la Tiburtina fino a San Basilio e poi più a nord verso Fidene e Prima Porta… Quella è la vera Roma. Non quella dei turisti. Ed è tutta roba sua… e lo deve rimanere a qualunque costo! In una Roma spettacolare e periferica, mai vista prima, dove il clima diventa sempre più torrido, si consuma una vendetta incrociata.

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